Pagine

10/17/2022

CUORE DI CANE .

 Cuore di cane‭ ‬.


Ed è come un cucciolo disperso

in esso a volte mi ritrovo‭ ‬,

un‭  ‬uomo perso,un ennesimo pentito‭;

con i segreti dei vecchi maghi mi faccio prete‭ ‬.


Un cuore che mi rode dentro e mi porta alla follia‭ ‬...

la pazzia di amare il vuoto chiuso‭;

vestito di buio mi perdo sul viale‭ ‬,

nel crepuscolo di una luce fioca mi perdo al buio‭ ‬.


E senza una precisa meta vado a cercare la conferma

a chi mi degna a chi mi vuole accanto‭ ?

Nessuno penso,‭ ‬nessuno‭ ! ‬Forse il sol fantasma‭ ;

c’è troppo sangue sulla strada della discordia.


È una timida carezza che si adagia disperata‭  …

Una luce guida che dal passato affiora‭ ‬,

sotto la neve il riflesso acceca‭  ‬si espande‭  ;

da lì deriva un mondo nuovo il cambiamento‭ ‬,la redenzione‭ ‬.


Ma cosa dico,cosa divago‭ !

Son passati gli anni seri‭ ‬,‭ ‬i burattini sono in aumento‭ 

gli anni in cui i denti mostravano sorrisi‭ ;

le gambe s'aprivano al sinuoso tocco‭ ‬.


Un amore certo lo vorrei‭ !

L’odore di femmina‭ ‬,la sua voglia la sua fragranza buona‭ 

piccoli silenzi mascherati da oblii‭;

forse son solo desideri evasi‭  ‬da un carcere di fantasia‭ ‬.


Perdermi‭ ‬,vorrei in un cuore di cane‭ 

smarrirmi nel sublime amore,

nell’incandescenza immaginaria di una fiaba‭ ;

svanendo tra i righi d’un poema ove io‭  ‬ti faccio bella‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore.

VIVERE & AMARE .

 Vivere‭ & ‬Amare‭ ‬.


Vivere sognare‭ ‬,‭ ‬amare‭ 

illudersi ed è l’eterno batticuore‭ ‬,

il cui tormento fa fremere e impazzire‭ ;

fa sbocciare un bucaneve tra la neve‭ ‬.


Ho freddo‭ ‬,‭ ‬non ho chi mi scalda‭!

Ho l’odissea tra i capelli i tuoi riccioli dei gigli

il mal d'amore che io voglio,

sulla cui guancia il rossore‭  ‬mi spaventa‭ ‬.


Ma io mi emoziono in attimi eterni‭ 

la follia mi travaglia‭  ‬,travolge i miei sensi‭ 

sensi con cui faccio il sunto della mia esistenza‭ ‬,

di sangue egli traspare il mistero della vita‭  ‬.


Ho pensieri spongiformi‭  ‬,schizofrenici‭ 

e assorbo le insensibili ferite‭ ‬,le misere miserie‭ 

sulle labbra i tuoi baci san di rose‭ ‬,san di cioccolato

con le mani sollevo i tuoi vestiti per annusare il paradiso‭ ‬.


Null'altro ti chiesi‭  ‬senza aver dolore ne speranza‭ 

far parte di un prodigio vergineo davo seguito ai sospiri‭ ‬,

al soffio tuo splendido bersaglio di vento mare che mi inonda‭ 

luce pazza che fruga nei mie pensieri in albe innamorate‭ ‬.


Voglio la rosa spinosa‭ ‬,la tua magia‭ ‬...

unirmi a nuove gemme deviarmi in altre vie nei silenzi unti‭ ;

in quella che mai mi appartenne fu l'eterna‭ …

fu l'azzurro dei confini ove nacque il sogno‭ ‬.


E potrei‭ ‬,si potrei‭ ‬,‭ ‬fuggire e tacere‭ …

trasmigrare ove tutto è latte e miele‭ ‬,

ove la notte mi svela i tuoi arcani‭ ;

dove nuove scintille il ghiaccio lo disgela‭ ‬.


E non voglio suscitarti compassione‭ !

Un’altra tu‭ ‬,‭ ‬potrà essere il mio ripiego‭ ‬,

potrà accondiscendere alla mia fame‭;

al mio sentimento ché s‘apre ai nuovi confini‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore.

LA RUGIADA DELLE VERGINI.

 La rugiada delle vergini‭ ‬.


Umida è l'aria si posa sulla rugiada delle vergini‭ 

profuma di papaveri rossi di olezzi sparsi‭ ‬,

nei grani maturi gioca la sua festa rosa‭ ‬...‭ 

dal sotto bosco la fragola gli fa l'inchino‭ ‬,

s'inebria con gli intrusi raggi e le carezza l'anima.


Tu,‭ ‬la regina delle vergini vivi in un castello‭ ‬...

mieti il raccolto dei flutti portentosi,

serpeggi auliche gesta su ventri nudi‭  

nei silenzi miei ti inarchi melodia filosofica‭ 

tra i temerari riflessi gli assurdi‭  ‬voli‭ ‬.‭ 


Tu‭ ‬,‭ ‬la vertigine‭ ‬,‭ ‬la bonaccia dei venti‭ 

ti violi tra l'ombra boschiva e gli adagi sound‭ 

lì,‭ ‬le tue dita si posano su note leggere‭ ‬,

sussurrano i rintocchi delle mie campane‭ ‬.


Canta mia dolce anima‭ ‬,perché ti fermi‭ ?

Continua con l'estasi dei sogni‭ 

abita in me‭ ‬,‭ ‬non ti adagiare ma sorprendimi‭ ‬...‭ 

raccontami le tue favole‭ 

nelle ore in cui faremo all'amore‭ ‬.


Raccontami dai‭ ‬:dammi i bagliori dei fulmini

quelli persi nella brughiera ove cantano gli uccelli‭ ‬,

ove la rugiada delle vergini è umida

ha gocce di miele d'api‭ ‬,

l'indefinito di una romanza sontuosa‭ ‬,

ha l'antidoto dell'amore e i voluttuosi baci‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

10/16/2022

IL FALSO AMARE .

 Il falso amare‭ ‬.


E‭' ‬tanta l'ipocrisia‭ ‬,‭ ‬la ferocia del mal vissuto‭ 

in amore‭ ‬,‭ ‬è l'ombrello ambiguo ove ognuno si ripara‭ ‬,‭ 

sui pantani dispersi e guinzagli di sotterfugi‭ 

appigli illogici tra rovi di spine e albe rosa.‭ 


Il falso amare‭ ‬,‭ ‬ha le orecchie sorde‭ ‬,‭ ‬non ci sente‭ 

alloggia nelle menti fragili‭ ‬,in corpi esausti‭ ‬,

da apparenze sorridono‭ ‬,perdono l'alba a i‭  ‬fragorosi gemiti‭ ;

e si gratificano con gli sciocchi orgasmi della bassa plebe‭ ‬.‭ 


Pietà per questi poveri illusi‭ ! 

Io gli dedico una voce‭ ‬,essi non sanno quello che fanno‭ 

sono troppi gli affanni i frustrati incubi‭ ‬,‭ 

in essi c'è l'angoscia che li logora,‭ ‬il mal di capo‭  ‬.‭ 


Il falso amare illude l'innocenza‭ ‬,le rose dei campi‭ 

fumano occhi freddi nei frantumati specchi‭ 

in sguardi di ghiaccio cercano riparo sotto la pioggia‭ ‬,‭ 

la solitudine tra i sussurri e la cantilena di una nenia.‭ 


Han il mal di vivere e sono anime perse‭ 

sfiorano le guglie e flettono le nuvole‭ ‬,‭ 

carezzate dal vento hanno il bagliore da una sola stella‭ 

la luce fioca ove scende la tua lacrima.


Essi non sanno ascoltare la‭  ‬voce‭ ‬...

frugano nelle represse emozioni la loro demenza‭ ‬,

ed è noia nella stanza del sonno recitano suppliche‭ ‬.‭ 

Tu che pratichi l'amore‭ ‬,‭ ‬fatti donna la prima‭ ‬.‭ 


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

IL VENDITORE DI FUMO .

 Il‭  ‬venditore di fumo‭ ‬.


Oh quanta amarezza‭ !

Quanta la pazzia‭ ‬,‭ ‬ruba la rugiada nel lido delle vergini‭…

quanta messa in scena per le satire villose‭ ‬,

mi duole questo sfogo si diffonde tra le tue serpigne labbra,‭ 

tra gli echi dei silenzi si attorciglia e lacera la notte‭ ‬.


L’alba mi dà la sua luce ed è giorno‭ !

Sul lido ridente pietrifico ricordi‭ ‬:

in me si infonde lava abbagliante‭ ‬,

mi rendo conto che è solo fumo‭ …

che le ceneri cadono dai vulcani‭ ‬.


Sono io il venditore di fumo‭ !

Spezzo lusinghe all‘amore‭  ‬e alle nebulose‭  ‬sfere‭ …

a te stupenda femmina sei la mia cuccagna‭  ‬il lauro che mi adorna‭ ‬,

spandi incenso sui candidi gigli sulla tua fulgente giovinezza‭ ;

spandi fumo su rose rosse e cieli tersi‭ ‬.


E bacio labbra esangui fredde d'ira‭ 

spudorate a me si mostrano vezzose‭ …

suggellano il lucroso vizio il dardo del cuore‭ ‬,

sul tuo corpo nivea la bellezza e mi fa virile‭ 

mi fa sentire il mietitore delle pie donne‭ ‬.


Suvvia‭ ‬,‭ ‬non fare la gallina vieni nel perfido tranello‭ …

vieni‭ ‬,‭ ‬e smettila di fare la gattina con gli occhi audaci‭ ;

né mai coglierai la mela amara il mio caldo bacio‭ ‬,

né mi avrai tuo‭ ‬,‭ ‬sarai tradita dai tuoi stessi addii‭ ;

fa che tra qualche tempo ti riveda nella casa del cielo‭ ‬.


Sai‭ ‬,‭ ‬anche tu come me‭ ‬,‭ ‬vendi fumo‭ ‬.


Giovanni Maffeo-‭  ‬Poetanarratore.

10/15/2022

PERDIZIONE.

Perdizione.


S’imporpora il beato sangue‭ 

nella mia anima il tuo si consola,

mi trascini nella perdizione onirica‭ 

ove l’inesorabile amore mi sarà fatale‭ ‬.


Tu fosti acero di pianta spoglia‭!

Ti camuffasti d’acqua santa e fosti benedetta,

nel seme nascesti pura tra le gemme in fiore‭ ;

oggi,la mia pietà s’adira nel non poterti riabbracciare‭  ‬.


Sei la perdizione‭ ‬,‭ ‬la pietà dopo la misericordia‭ !

Una locuzione senza fissa dimora,

nel mio cervello il tuo nome si frantuma‭;

l’apparente nichilismo l'ideale dei valori nuovi‭ ‬.


Vattene tentatrice dall’animo sfatto‭!

Mietitrice di vittime e di innocenti orgasmi‭ ‬,

di implorazione e liberi arbitri‭    ;

tu,‭ ‬il cimelio del prezioso dono‭ ‬.


Fosti serpe velenosa‭ ‬,la depravata folle

insultasti l’amore mio‭ ! 

Il sublime che tra noi nacque genuino‭ ;

la maligna bugia del ruffiano amante‭  ‬.


E non trovasti eco‭  ‬nelle sorde lande‭ !

Fui per te capriccio d’avventura‭  …

la facciata di un momento accattivante‭ ‬,

l'enigma di una notte eterna‭ ‬.


Fosti carne della‭  ‬mia carne...

la femmina che io ancora rubo‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-Poetanarratore‭ ‬. 

10/13/2022

INODORE IL MIO SENTIRE.

 Inodore il mio sentire‭ ‬.


È denso il buio

è inodore‭ …

è scarno è vuoto‭ ;

è violento nell’anima mia‭ ‬.


Tu che hai bruciato arsure verdi

non puoi scansarti dai flutti del mare‭ …

nei silenzi assopiti plani‭…

tra mille voci di un passato remoto sei fiume‭ ‬.


Ti stordisce il fato ed è magia...

ti rapisce nei segreti col mio saluto‭ ‬,

in assoluto il tuo bacio di fuoco‭ ;

con la roboante essenza sei senza tregua‭ ‬.


Ti appigli a parole inutili parla!Dammi il tuo bacio

lì si condensano in pensieri scarni‭ ‬,

cristallizzano i ricordi del passato‭ ;

si azzuffano negli ormoni impazziti‭ ‬.


Inodore è il mio sentire squama‭  ‬su i verdi prati‭!

Pallido colore ch’è s’adombra e ama‭ ‬,

crocifigge l’anima mia nei palpiti tra i beati...

devasta il sol peccato m‘abbandona ove l'aria riposa.


Col calare del sole odo brusii di foglie è l’autunno che ritorna‭ …

tu fai la maglia per me che ho freddo,

mi concedi il tuo frivolo candore all'alba della sera‭ ‬,

senza te cosa farei‭ ‬,‭ ‬senza un amore da amare‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

10/10/2022

TRA LE FOGLIE D'AUTUNNO .

 Tra le foglie d’autunno‭ ‬.


Scrivo le migliori frasi d’amore‭ ‬:

per te‭ ‬,‭ ‬sui muri delle case‭ …

le cui parole‭  ‬fanno ebbri gli occhi tuoi‭ ;

in languori son colmi di sogni impuri‭ ‬.


Scrivo di te‭ ‬,‭ ‬tra le foglie d’autunno‭ !

Su di esse‭  ‬ci sono i tuoi colori‭ …

sulle conchiglie delle cale e le acque azzurrine

nei ruscelli ove l'acqua ti ha reso neve.


Tra le foglie d'autunno c'è il soffio d'arpa‭ 

all'alba‭  ‬suona la sua melodia,

roboante è il frutto del tuo miele‭ 

audace s'infrange su terre e mare‭ ‬.


Ma tu non mi senti sei fiore‭!

Mi lasci sospeso a un filo‭ …

tra i boschi e mirti in fiore‭ ;

vai‭ ‬,sul lungo mare‭ ‬,‭ ‬a baciare il cielo‭ ‬.


Possente è il desiderio‭ 

dissoluto si frantuma‭ ‬,

nel cuore duole l'arcobaleno‭… 

nell’anima pena l'attesa d'esser fata‭ ‬.


E tra le foglie d’autunno ho visto il sole‭!

Ho visto il tuo corpo le sensuali gote‭ ‬,

sulle mie‭ ‬,‭ ‬lebbrose s’avvelena‭ ;

su di un letto l’amplesso si consuma‭ ‬.


Non è uno inciso,‭ ‬né un paradosso‭ !

È solo‭ ‬,‭ ‬il colore rosso‭ …

esso mi ammalia‭ ‬,‭ ‬nell’ora carnale‭ ;

mi lascia in bocca il succo che assaporo‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-Poetanarratore.