Abbagli di luce
Madrigale
Mi lascio alle spalle strisce di voglie ,
il grosso sentimento m‘attrae …
in me , in giochi inchiostrati ,
di versi platonici e frasi allusive .
Tu la mia interazione !
Sgoccioli frutti settembrini ,
su vaste platee , indossi silenzi muti ;
l’ontano l’airone ammanta la tua paura .
Ritrovo la strada del cuore !
Ove il poeta erutta terremoti ,
le ardimentose parole non hanno più spazi per garrire .
Sono solo abbagli di luci !
Barbagli che si riflettono sulla neve ,
illuminano la vita ,ritrova me , lacrima primitiva .
Sei pioggia che scende dagli occhi ,
su versi confusi lasci lacrime ignote ;
lasci il vissuto in pensieri ingarbugliati .
Sei l'arcobaleno dopo il temporale,
rincorri il sorriso dei bimbi mai cresciuti ,
i tempi del sentimento turbato ;
l’adolescente emozione che abilita l’anima .
E tra il nero cobalto,la, in fondo, furtiva è la luce ,
silenzi pesanti chiedono addii ;
gli odori selvaggi abbagliano il sole .
È in quel bagliore di luci e suoni che tu mi appari
ove il denso odore stipa desideri ,
disgela i copiosi taciti , gli affanni maledetti ;
sconvolti sul tuo viso s’irradiano festosi .
Poetanarratore .
7/21/2016
Ci sarò
Ci sarò
Si dice che nulla accade per caso
che quando meno te lo aspetti succede ,
un incontro,un amore passionale;
una storia che indossa la follia .
Ma io ci sarò !
Quando il cielo si oscura ,
quando la terra si colora di rosso avena;
quando sento il tuo richiamo.
Ci sarò quando penetra in te la voglia dell’amore ,
ove gli estremi raggi folgorano , le innocenti nuvole.
Ci sarò e ruberò il tuo respiro
il tuo profumo ,ch’è m’inebria e mi solleva ,
ove l'eterna passione ,sarà lì a infrangere ambizioni .
Si mi avvicinerò come il vento mattutino
zitto, zitto col fiato in gola ;
vivrò per te ,l’ampiezza spirituale ,
verrò di sera a darti primavere.
Non potrò fermarmi sull’uscio del destino !
Perché ogni cosa bella diverrà terrena,
In mezzo al mare , ascolterò ,con te, il canto delle sirene .
Poetanarratore.
Si dice che nulla accade per caso
che quando meno te lo aspetti succede ,
un incontro,un amore passionale;
una storia che indossa la follia .
Ma io ci sarò !
Quando il cielo si oscura ,
quando la terra si colora di rosso avena;
quando sento il tuo richiamo.
Ci sarò quando penetra in te la voglia dell’amore ,
ove gli estremi raggi folgorano , le innocenti nuvole.
Ci sarò e ruberò il tuo respiro
il tuo profumo ,ch’è m’inebria e mi solleva ,
ove l'eterna passione ,sarà lì a infrangere ambizioni .
Si mi avvicinerò come il vento mattutino
zitto, zitto col fiato in gola ;
vivrò per te ,l’ampiezza spirituale ,
verrò di sera a darti primavere.
Non potrò fermarmi sull’uscio del destino !
Perché ogni cosa bella diverrà terrena,
In mezzo al mare , ascolterò ,con te, il canto delle sirene .
Poetanarratore.
7/19/2016
Briciole di pane
Briciole di pane.
Ho conosciuto la miseria
era la brutta peste miserabile ,
di alacri sacri si vestiva
mi lasciò dietro pianti di dolore .
Ed io bambino sbriciolavo briciole di pane
le spandevo al vento ,ai piccoli uccellini,
non volevo che anch’essi soffrissero la fame
le sentivo cinguettare , all’alba del mattino .
Oh , che meraviglia sarebbe se fosse vero:
far felice l’amore con un solo pane,
tagliarlo a fette con la lama del pensiero
in ogni desiderio ,senz’odio e ne rancore.
E con mano nella mano ,tutti insieme!
Date un senso alle pigre lacrime ,
sfamate e scoprite la storia d‘un vissuto.
Dono le mie briciole al cuor ferito
da quando il mio ego si è diffuso ,
a una macchina stupenda chiamata vita.
Resto l’invisibile poeta!
Con la penna combatto la zizzania cruda;
alla mia platea, narro , la novella incisa:
Poetanarratore.
Ho conosciuto la miseria
era la brutta peste miserabile ,
di alacri sacri si vestiva
mi lasciò dietro pianti di dolore .
Ed io bambino sbriciolavo briciole di pane
le spandevo al vento ,ai piccoli uccellini,
non volevo che anch’essi soffrissero la fame
le sentivo cinguettare , all’alba del mattino .
Oh , che meraviglia sarebbe se fosse vero:
far felice l’amore con un solo pane,
tagliarlo a fette con la lama del pensiero
in ogni desiderio ,senz’odio e ne rancore.
E con mano nella mano ,tutti insieme!
Date un senso alle pigre lacrime ,
sfamate e scoprite la storia d‘un vissuto.
Dono le mie briciole al cuor ferito
da quando il mio ego si è diffuso ,
a una macchina stupenda chiamata vita.
Resto l’invisibile poeta!
Con la penna combatto la zizzania cruda;
alla mia platea, narro , la novella incisa:
Poetanarratore.
7/18/2016
Abiti sgualciti
Abiti sgualciti
Addosso a te li ho stropicciati
poi ti sei spogliata timorosa d’esser presa ,
persino l’anima mia sente la forte voglia
il languore di uno spasmo .
I tuoi ,sono abiti smessi e non li vuole più nessuno
ma tu ,lo so; mi leggi nel pensiero ,
come una chiara veggente mi esplori
mi metti sulla croce e poi te ne vai.
Che dire: mi vesto di eleganza pure io !
Da intellettuale faccio lo scrittore ,
io apprendista che ha tutto da imparare
scopro l’acqua fredda come perso sognatore.
I miei abiti sgualciti li ho lasciati davanti al mare
sono bagnati e pieni di arsure , sentono di vecchio e mali odori:
di un passato che non torna indietro .
Ma si, portati via pure la menzogna
le calze a rete e i quadri d’autore ,
vattene !Dove non ti trova il male
in un deserto , tra i beduini potrai godere.
Sparisci tentazione , moraggia che si spande
sparisci ,vai a tentatrice, i tuoi panni sanno di peccato
si son sbiaditi per averli tanto usati .
Mi trascuro l’eleganza e non mi importa niente,
vivo d’aria e mi lavo nel torrente ,
volo tra le nuvole senza sentimenti
di corolle il giaciglio ,di disgusto il tuo abbaglio.
Al mercatino dell’usato trovo un tuo vestito
lo annuso e ne sento la fragranza ,
sento il tuo odore e non sei lontana
verrai presto ,nel mio letto , ancora a far l’amore.
Poetanarratore.
Addosso a te li ho stropicciati
poi ti sei spogliata timorosa d’esser presa ,
persino l’anima mia sente la forte voglia
il languore di uno spasmo .
I tuoi ,sono abiti smessi e non li vuole più nessuno
ma tu ,lo so; mi leggi nel pensiero ,
come una chiara veggente mi esplori
mi metti sulla croce e poi te ne vai.
Che dire: mi vesto di eleganza pure io !
Da intellettuale faccio lo scrittore ,
io apprendista che ha tutto da imparare
scopro l’acqua fredda come perso sognatore.
I miei abiti sgualciti li ho lasciati davanti al mare
sono bagnati e pieni di arsure , sentono di vecchio e mali odori:
di un passato che non torna indietro .
Ma si, portati via pure la menzogna
le calze a rete e i quadri d’autore ,
vattene !Dove non ti trova il male
in un deserto , tra i beduini potrai godere.
Sparisci tentazione , moraggia che si spande
sparisci ,vai a tentatrice, i tuoi panni sanno di peccato
si son sbiaditi per averli tanto usati .
Mi trascuro l’eleganza e non mi importa niente,
vivo d’aria e mi lavo nel torrente ,
volo tra le nuvole senza sentimenti
di corolle il giaciglio ,di disgusto il tuo abbaglio.
Al mercatino dell’usato trovo un tuo vestito
lo annuso e ne sento la fragranza ,
sento il tuo odore e non sei lontana
verrai presto ,nel mio letto , ancora a far l’amore.
Poetanarratore.
7/17/2016
A te che non ci sei
A te che non ci sei
C’è chi scopre piangendo d’essere arrogante
d’esser stato solo in una stanza ,
di aver voluto per sé ogni angolo del mondo .
No , non avrai da me perdono !
Nessuna pietà o commiserazione
mi commuoverò solo al tuo richiamo ,
tra le fiamme ,l’amore mio metto a rogo .
E resterò nascosto al sole dell’estate
davanti al mare celo ,il tuo fu mio cuore,
rimorsi e morsi si uniranno per vivere la mia vita .
Si resterò su questa terra ,ai bordi delle strade
Nel lanoso bozzolo ove l’amore esiste .
Dio ,perché non me lo mostri?
Fui polvere d aria , per colei che mi fu fedele,
con l’aspetto truce la lasciai.
Nacqui benigno sotto una foglia d’autunno
sul manto bianco il freddo inverno ,
tra le primule della fresca primavera .
A te che non ci sei ,mai ci sarai
a piangere lacrime stanche .
So che ritornerai per avermi
mi potrai offrire ,primule di neve.
Poetanarratore.
C’è chi scopre piangendo d’essere arrogante
d’esser stato solo in una stanza ,
di aver voluto per sé ogni angolo del mondo .
No , non avrai da me perdono !
Nessuna pietà o commiserazione
mi commuoverò solo al tuo richiamo ,
tra le fiamme ,l’amore mio metto a rogo .
E resterò nascosto al sole dell’estate
davanti al mare celo ,il tuo fu mio cuore,
rimorsi e morsi si uniranno per vivere la mia vita .
Si resterò su questa terra ,ai bordi delle strade
Nel lanoso bozzolo ove l’amore esiste .
Dio ,perché non me lo mostri?
Fui polvere d aria , per colei che mi fu fedele,
con l’aspetto truce la lasciai.
Nacqui benigno sotto una foglia d’autunno
sul manto bianco il freddo inverno ,
tra le primule della fresca primavera .
A te che non ci sei ,mai ci sarai
a piangere lacrime stanche .
So che ritornerai per avermi
mi potrai offrire ,primule di neve.
Poetanarratore.
Accorgiti di me
Accorgiti di me
Si stipano le paure negli scrigni dei ricordi
su diari , i più reconditi pensieri ,
l’amore viene liberato se scandisce la sua ora
da una fune scivolosa vien legato .
Dove sei anima inquieta?
Accorgiti di me ,di chi ti ama ,
il cervello mio brucia
ha la benigna volontà del povero illuso
complice dei miei desideri.
E come un strillone di giornali
vendo la merce al peccatore ,
la passione di un amore chiamo
faccio il folle e vendo fumo.
E ne sento fragranze libidinose
sento , che mi penetra nel sangue la tua voglia ,
sulla pelle tua lo vorrei gustare ,
con la bocca , sentirne il sapore.
E poi impalmarti , viverti all’stante
viverne il tempo ,che mai farà ritorno .
Tu femmina che sei sola stammi accanto
lasciati cullare tra le ombre ,
in un sogno desto ,all’ombra del mio calore.
Che io possa leggerti nell’anima
una sola volta per capire.
So che aspetti il giorno per farmi tuo
tra le tue braccia poi morire ,
quando il sole va a dormire.
Poetanarratore.
Si stipano le paure negli scrigni dei ricordi
su diari , i più reconditi pensieri ,
l’amore viene liberato se scandisce la sua ora
da una fune scivolosa vien legato .
Dove sei anima inquieta?
Accorgiti di me ,di chi ti ama ,
il cervello mio brucia
ha la benigna volontà del povero illuso
complice dei miei desideri.
E come un strillone di giornali
vendo la merce al peccatore ,
la passione di un amore chiamo
faccio il folle e vendo fumo.
E ne sento fragranze libidinose
sento , che mi penetra nel sangue la tua voglia ,
sulla pelle tua lo vorrei gustare ,
con la bocca , sentirne il sapore.
E poi impalmarti , viverti all’stante
viverne il tempo ,che mai farà ritorno .
Tu femmina che sei sola stammi accanto
lasciati cullare tra le ombre ,
in un sogno desto ,all’ombra del mio calore.
Che io possa leggerti nell’anima
una sola volta per capire.
So che aspetti il giorno per farmi tuo
tra le tue braccia poi morire ,
quando il sole va a dormire.
Poetanarratore.
A due passi dal mare
A due passi dal mare
Col Cupido sguardo
Ammiro ,l’alba chiara della bella rosa ,
con gli occhi del mare mi riflettei nel tuo sole;
attonito udii gli alteri echi .
E fu a due passi dal mare
che ascoltai la sinfonia delle onde ;
la tua ,col l’aureo decoro
e scacciai pensieri impuri.
Fu raggiante la bella fanciulla !
Si mostrò a me altera col suo fare sensuale ;
sbocciò da un calice di fiore,
la sua femminilità fu per me sinfonia .
A due passi dal suo cuore c’è il suo lui ;
l’angelo azzurro che cascò dal cielo ,
gli pose la mano e fu amore.
E si specchiò nell’altra faccia del suo cuore ,
nell’uomo desto che gli riempi la vita ;
come una farfalla ,si posò su rovi e spine.
Poetanarratore .
Col Cupido sguardo
Ammiro ,l’alba chiara della bella rosa ,
con gli occhi del mare mi riflettei nel tuo sole;
attonito udii gli alteri echi .
E fu a due passi dal mare
che ascoltai la sinfonia delle onde ;
la tua ,col l’aureo decoro
e scacciai pensieri impuri.
Fu raggiante la bella fanciulla !
Si mostrò a me altera col suo fare sensuale ;
sbocciò da un calice di fiore,
la sua femminilità fu per me sinfonia .
A due passi dal suo cuore c’è il suo lui ;
l’angelo azzurro che cascò dal cielo ,
gli pose la mano e fu amore.
E si specchiò nell’altra faccia del suo cuore ,
nell’uomo desto che gli riempi la vita ;
come una farfalla ,si posò su rovi e spine.
Poetanarratore .
7/15/2016
Ti prenderò
Ti prenderò
Quando l’amore non ha via di scampo , corre veloce nell’oceano del cuore ,va a consolare la fulva chioma ,sul corpo stende , il bacio tempestoso .Ti prenderò quando lo vorrai amore ,quando il fluire del sangue spasima delirio ,quando ogni cellula del tuo corpo ,dà fuoco agli impazziti ormoni e i fremiti non vogliono tacere .
Quando il gabbiano vola sulla baia di una cala dorata , s’appoggia e ride , si stende al sole e bacia il cielo , bacia l’amore ch’è sa di attimi fugaci e miele di giardino .Ti prenderò nel tuo spazio chiuso ,nel riverbero d’un bacio ,nei segreti dei re magi ,in una strofa per comporre la tua vita .
Ma questo mondo è strano , oggi ci sei , domani , frusci altri olezzi ,nei rimpianti vai a morire ,a cantare , scricchioli di mare ,sui furiosi venti , tra le fauni dei serpenti ,nel candore del mio stelo .
Vieni dunque ove la selva è più oscura .ti leverò le felci dalle gote ,le palme saranno il tuo ombrello
le rose , le fronde antiche , tra i capelli il serto degli aceri gelosi .Si , ti prenderò ove tu vorrai : nelle carni fresche del tuo mattino ,nelle viscere dei tuoi licheni,ovunque ti darà piacere ,ti fa tremare le tue mammelle , attizza le tue voglie .Or dunque Dea dell’amore ,mia amata , diletta musa ,mio sussurro di sonno irrequieto , sottile e dolce mi lasci cicatrici ,sei la bambola di cristallo rosa ,fai sognare a colui che tace .
Poetanarratore .
Quando l’amore non ha via di scampo , corre veloce nell’oceano del cuore ,va a consolare la fulva chioma ,sul corpo stende , il bacio tempestoso .Ti prenderò quando lo vorrai amore ,quando il fluire del sangue spasima delirio ,quando ogni cellula del tuo corpo ,dà fuoco agli impazziti ormoni e i fremiti non vogliono tacere .
Quando il gabbiano vola sulla baia di una cala dorata , s’appoggia e ride , si stende al sole e bacia il cielo , bacia l’amore ch’è sa di attimi fugaci e miele di giardino .Ti prenderò nel tuo spazio chiuso ,nel riverbero d’un bacio ,nei segreti dei re magi ,in una strofa per comporre la tua vita .
Ma questo mondo è strano , oggi ci sei , domani , frusci altri olezzi ,nei rimpianti vai a morire ,a cantare , scricchioli di mare ,sui furiosi venti , tra le fauni dei serpenti ,nel candore del mio stelo .
Vieni dunque ove la selva è più oscura .ti leverò le felci dalle gote ,le palme saranno il tuo ombrello
le rose , le fronde antiche , tra i capelli il serto degli aceri gelosi .Si , ti prenderò ove tu vorrai : nelle carni fresche del tuo mattino ,nelle viscere dei tuoi licheni,ovunque ti darà piacere ,ti fa tremare le tue mammelle , attizza le tue voglie .Or dunque Dea dell’amore ,mia amata , diletta musa ,mio sussurro di sonno irrequieto , sottile e dolce mi lasci cicatrici ,sei la bambola di cristallo rosa ,fai sognare a colui che tace .
Poetanarratore .
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