Abiti sgualciti
Addosso a te li ho stropicciati
poi ti sei spogliata timorosa d’esser presa ,
persino l’anima mia sente la forte voglia
il languore di uno spasmo .
I tuoi ,sono abiti smessi e non li vuole più nessuno
ma tu ,lo so; mi leggi nel pensiero ,
come una chiara veggente mi esplori
mi metti sulla croce e poi te ne vai.
Che dire: mi vesto di eleganza pure io !
Da intellettuale faccio lo scrittore ,
io apprendista che ha tutto da imparare
scopro l’acqua fredda come perso sognatore.
I miei abiti sgualciti li ho lasciati davanti al mare
sono bagnati e pieni di arsure , sentono di vecchio e mali odori:
di un passato che non torna indietro .
Ma si, portati via pure la menzogna
le calze a rete e i quadri d’autore ,
vattene !Dove non ti trova il male
in un deserto , tra i beduini potrai godere.
Sparisci tentazione , moraggia che si spande
sparisci ,vai a tentatrice, i tuoi panni sanno di peccato
si son sbiaditi per averli tanto usati .
Mi trascuro l’eleganza e non mi importa niente,
vivo d’aria e mi lavo nel torrente ,
volo tra le nuvole senza sentimenti
di corolle il giaciglio ,di disgusto il tuo abbaglio.
Al mercatino dell’usato trovo un tuo vestito
lo annuso e ne sento la fragranza ,
sento il tuo odore e non sei lontana
verrai presto ,nel mio letto , ancora a far l’amore.
Poetanarratore.
7/18/2016
7/17/2016
A te che non ci sei
A te che non ci sei
C’è chi scopre piangendo d’essere arrogante
d’esser stato solo in una stanza ,
di aver voluto per sé ogni angolo del mondo .
No , non avrai da me perdono !
Nessuna pietà o commiserazione
mi commuoverò solo al tuo richiamo ,
tra le fiamme ,l’amore mio metto a rogo .
E resterò nascosto al sole dell’estate
davanti al mare celo ,il tuo fu mio cuore,
rimorsi e morsi si uniranno per vivere la mia vita .
Si resterò su questa terra ,ai bordi delle strade
Nel lanoso bozzolo ove l’amore esiste .
Dio ,perché non me lo mostri?
Fui polvere d aria , per colei che mi fu fedele,
con l’aspetto truce la lasciai.
Nacqui benigno sotto una foglia d’autunno
sul manto bianco il freddo inverno ,
tra le primule della fresca primavera .
A te che non ci sei ,mai ci sarai
a piangere lacrime stanche .
So che ritornerai per avermi
mi potrai offrire ,primule di neve.
Poetanarratore.
C’è chi scopre piangendo d’essere arrogante
d’esser stato solo in una stanza ,
di aver voluto per sé ogni angolo del mondo .
No , non avrai da me perdono !
Nessuna pietà o commiserazione
mi commuoverò solo al tuo richiamo ,
tra le fiamme ,l’amore mio metto a rogo .
E resterò nascosto al sole dell’estate
davanti al mare celo ,il tuo fu mio cuore,
rimorsi e morsi si uniranno per vivere la mia vita .
Si resterò su questa terra ,ai bordi delle strade
Nel lanoso bozzolo ove l’amore esiste .
Dio ,perché non me lo mostri?
Fui polvere d aria , per colei che mi fu fedele,
con l’aspetto truce la lasciai.
Nacqui benigno sotto una foglia d’autunno
sul manto bianco il freddo inverno ,
tra le primule della fresca primavera .
A te che non ci sei ,mai ci sarai
a piangere lacrime stanche .
So che ritornerai per avermi
mi potrai offrire ,primule di neve.
Poetanarratore.
Accorgiti di me
Accorgiti di me
Si stipano le paure negli scrigni dei ricordi
su diari , i più reconditi pensieri ,
l’amore viene liberato se scandisce la sua ora
da una fune scivolosa vien legato .
Dove sei anima inquieta?
Accorgiti di me ,di chi ti ama ,
il cervello mio brucia
ha la benigna volontà del povero illuso
complice dei miei desideri.
E come un strillone di giornali
vendo la merce al peccatore ,
la passione di un amore chiamo
faccio il folle e vendo fumo.
E ne sento fragranze libidinose
sento , che mi penetra nel sangue la tua voglia ,
sulla pelle tua lo vorrei gustare ,
con la bocca , sentirne il sapore.
E poi impalmarti , viverti all’stante
viverne il tempo ,che mai farà ritorno .
Tu femmina che sei sola stammi accanto
lasciati cullare tra le ombre ,
in un sogno desto ,all’ombra del mio calore.
Che io possa leggerti nell’anima
una sola volta per capire.
So che aspetti il giorno per farmi tuo
tra le tue braccia poi morire ,
quando il sole va a dormire.
Poetanarratore.
Si stipano le paure negli scrigni dei ricordi
su diari , i più reconditi pensieri ,
l’amore viene liberato se scandisce la sua ora
da una fune scivolosa vien legato .
Dove sei anima inquieta?
Accorgiti di me ,di chi ti ama ,
il cervello mio brucia
ha la benigna volontà del povero illuso
complice dei miei desideri.
E come un strillone di giornali
vendo la merce al peccatore ,
la passione di un amore chiamo
faccio il folle e vendo fumo.
E ne sento fragranze libidinose
sento , che mi penetra nel sangue la tua voglia ,
sulla pelle tua lo vorrei gustare ,
con la bocca , sentirne il sapore.
E poi impalmarti , viverti all’stante
viverne il tempo ,che mai farà ritorno .
Tu femmina che sei sola stammi accanto
lasciati cullare tra le ombre ,
in un sogno desto ,all’ombra del mio calore.
Che io possa leggerti nell’anima
una sola volta per capire.
So che aspetti il giorno per farmi tuo
tra le tue braccia poi morire ,
quando il sole va a dormire.
Poetanarratore.
A due passi dal mare
A due passi dal mare
Col Cupido sguardo
Ammiro ,l’alba chiara della bella rosa ,
con gli occhi del mare mi riflettei nel tuo sole;
attonito udii gli alteri echi .
E fu a due passi dal mare
che ascoltai la sinfonia delle onde ;
la tua ,col l’aureo decoro
e scacciai pensieri impuri.
Fu raggiante la bella fanciulla !
Si mostrò a me altera col suo fare sensuale ;
sbocciò da un calice di fiore,
la sua femminilità fu per me sinfonia .
A due passi dal suo cuore c’è il suo lui ;
l’angelo azzurro che cascò dal cielo ,
gli pose la mano e fu amore.
E si specchiò nell’altra faccia del suo cuore ,
nell’uomo desto che gli riempi la vita ;
come una farfalla ,si posò su rovi e spine.
Poetanarratore .
Col Cupido sguardo
Ammiro ,l’alba chiara della bella rosa ,
con gli occhi del mare mi riflettei nel tuo sole;
attonito udii gli alteri echi .
E fu a due passi dal mare
che ascoltai la sinfonia delle onde ;
la tua ,col l’aureo decoro
e scacciai pensieri impuri.
Fu raggiante la bella fanciulla !
Si mostrò a me altera col suo fare sensuale ;
sbocciò da un calice di fiore,
la sua femminilità fu per me sinfonia .
A due passi dal suo cuore c’è il suo lui ;
l’angelo azzurro che cascò dal cielo ,
gli pose la mano e fu amore.
E si specchiò nell’altra faccia del suo cuore ,
nell’uomo desto che gli riempi la vita ;
come una farfalla ,si posò su rovi e spine.
Poetanarratore .
7/15/2016
Ti prenderò
Ti prenderò
Quando l’amore non ha via di scampo , corre veloce nell’oceano del cuore ,va a consolare la fulva chioma ,sul corpo stende , il bacio tempestoso .Ti prenderò quando lo vorrai amore ,quando il fluire del sangue spasima delirio ,quando ogni cellula del tuo corpo ,dà fuoco agli impazziti ormoni e i fremiti non vogliono tacere .
Quando il gabbiano vola sulla baia di una cala dorata , s’appoggia e ride , si stende al sole e bacia il cielo , bacia l’amore ch’è sa di attimi fugaci e miele di giardino .Ti prenderò nel tuo spazio chiuso ,nel riverbero d’un bacio ,nei segreti dei re magi ,in una strofa per comporre la tua vita .
Ma questo mondo è strano , oggi ci sei , domani , frusci altri olezzi ,nei rimpianti vai a morire ,a cantare , scricchioli di mare ,sui furiosi venti , tra le fauni dei serpenti ,nel candore del mio stelo .
Vieni dunque ove la selva è più oscura .ti leverò le felci dalle gote ,le palme saranno il tuo ombrello
le rose , le fronde antiche , tra i capelli il serto degli aceri gelosi .Si , ti prenderò ove tu vorrai : nelle carni fresche del tuo mattino ,nelle viscere dei tuoi licheni,ovunque ti darà piacere ,ti fa tremare le tue mammelle , attizza le tue voglie .Or dunque Dea dell’amore ,mia amata , diletta musa ,mio sussurro di sonno irrequieto , sottile e dolce mi lasci cicatrici ,sei la bambola di cristallo rosa ,fai sognare a colui che tace .
Poetanarratore .
Quando l’amore non ha via di scampo , corre veloce nell’oceano del cuore ,va a consolare la fulva chioma ,sul corpo stende , il bacio tempestoso .Ti prenderò quando lo vorrai amore ,quando il fluire del sangue spasima delirio ,quando ogni cellula del tuo corpo ,dà fuoco agli impazziti ormoni e i fremiti non vogliono tacere .
Quando il gabbiano vola sulla baia di una cala dorata , s’appoggia e ride , si stende al sole e bacia il cielo , bacia l’amore ch’è sa di attimi fugaci e miele di giardino .Ti prenderò nel tuo spazio chiuso ,nel riverbero d’un bacio ,nei segreti dei re magi ,in una strofa per comporre la tua vita .
Ma questo mondo è strano , oggi ci sei , domani , frusci altri olezzi ,nei rimpianti vai a morire ,a cantare , scricchioli di mare ,sui furiosi venti , tra le fauni dei serpenti ,nel candore del mio stelo .
Vieni dunque ove la selva è più oscura .ti leverò le felci dalle gote ,le palme saranno il tuo ombrello
le rose , le fronde antiche , tra i capelli il serto degli aceri gelosi .Si , ti prenderò ove tu vorrai : nelle carni fresche del tuo mattino ,nelle viscere dei tuoi licheni,ovunque ti darà piacere ,ti fa tremare le tue mammelle , attizza le tue voglie .Or dunque Dea dell’amore ,mia amata , diletta musa ,mio sussurro di sonno irrequieto , sottile e dolce mi lasci cicatrici ,sei la bambola di cristallo rosa ,fai sognare a colui che tace .
Poetanarratore .
7/10/2016
Ti dirò ti amo
Ti dirò ti amo
Lo dirò un giorno nel mentre odo la tua voce
Fino a quando avrò vita ,respiro per amare .
Lo dirò in un momento di follia
Per timore di non essere ascoltato.
Lo butterò fuori con un grido
Per avermi di te innamorato ,
Dirò al modo ,che sei , il bello della mia vita
L’amore che , han , le note di una musica .
Parlerò ai fiori di campo in mattini di primo sole
Alle genti , dirò che sei mia ,
Dirò di questa storia che mi ha ridato vita
L’albe tue ,roboate , dalle dolci melodie.
Mi trascinano in un vortice incantato i tuoi versi
Non resisto , devo darti con i miei le risposte ,
Devo per forza dirti - ti dirò ti amo -
E come un baccello t’apri alla nivea bellezza .
Che sia giorno dunque o notte inoltrata
Parlo a me stesso e lo urlo ai quattro venti,
Finche ho fiato, fino al mio ultimo respiro
Te lo scrivo in un libro ,senza copertina
Ove le parole, uniranno le nostre voci.
Si
- ti dirò ti amo -
Poetanarratore.
Lo dirò un giorno nel mentre odo la tua voce
Fino a quando avrò vita ,respiro per amare .
Lo dirò in un momento di follia
Per timore di non essere ascoltato.
Lo butterò fuori con un grido
Per avermi di te innamorato ,
Dirò al modo ,che sei , il bello della mia vita
L’amore che , han , le note di una musica .
Parlerò ai fiori di campo in mattini di primo sole
Alle genti , dirò che sei mia ,
Dirò di questa storia che mi ha ridato vita
L’albe tue ,roboate , dalle dolci melodie.
Mi trascinano in un vortice incantato i tuoi versi
Non resisto , devo darti con i miei le risposte ,
Devo per forza dirti - ti dirò ti amo -
E come un baccello t’apri alla nivea bellezza .
Che sia giorno dunque o notte inoltrata
Parlo a me stesso e lo urlo ai quattro venti,
Finche ho fiato, fino al mio ultimo respiro
Te lo scrivo in un libro ,senza copertina
Ove le parole, uniranno le nostre voci.
Si
- ti dirò ti amo -
Poetanarratore.
7/08/2016
Nel mistero sacro dell'amore
Nel mistero sacro dell’amore
Tremano le mie mani al pensiero di lei
tremano e non riesco a trattenere le parole ,
sotto la pioggia , come un amante fuggo
bisbigliano le foglie al mio passaggio freddo .
Parlo al buio della mente :dove sei amore ?
Nel silenzio dipingo il mio sangue nero,
la mia anima prega che ti possa amare
ti apra all’ombre degli antichi meli.
Ma io d’amor mi vanto!
Su ogni polline il mio vagar si spegne,
assona gli assordanti tuoni
e da un uscio raggiunge il mare .
La mia disperazione non ha limiti :
è in te ,nel segreto dei limpidi pensieri ,
nell’aura che si perde tra gli ulivi
in ogni palpito, la mia debolezza mi divora.
Nel mistero sacro dell’amore
so che rinascerai come la primavera!
Profana sarà la verità e non più sola :
sarai l’unica femmina che mi ama.
Poetanarratore .
Tremano le mie mani al pensiero di lei
tremano e non riesco a trattenere le parole ,
sotto la pioggia , come un amante fuggo
bisbigliano le foglie al mio passaggio freddo .
Parlo al buio della mente :dove sei amore ?
Nel silenzio dipingo il mio sangue nero,
la mia anima prega che ti possa amare
ti apra all’ombre degli antichi meli.
Ma io d’amor mi vanto!
Su ogni polline il mio vagar si spegne,
assona gli assordanti tuoni
e da un uscio raggiunge il mare .
La mia disperazione non ha limiti :
è in te ,nel segreto dei limpidi pensieri ,
nell’aura che si perde tra gli ulivi
in ogni palpito, la mia debolezza mi divora.
Nel mistero sacro dell’amore
so che rinascerai come la primavera!
Profana sarà la verità e non più sola :
sarai l’unica femmina che mi ama.
Poetanarratore .
7/07/2016
Il seduttore delle vergini
Sale su false scale l’ambiguo essere
È il seduttore delle vergine ,
L’ammaliatore senza fissa dimora ,non ha cuore
Orfano di un amore , strappa drappi al destino .
Nella beatitudine del brivido si eleva ,sale al settimo cielo
È un figlio di un tempo trapassato
Quando nei cannoni si mettevano i fiori ,
Col calice dell’amarezza egli brinda
Vuota il mare tempestoso e scrive la sua storia .
Ma si. È vero , cosa mi nascondo a fare !
Sono io , il poeta maledetto ,
Seduco l’impossibile ,le ombre senza volto
E nell’estasi non hanno mai sospirato .
Non ascoltano la voce mia che libra nell’aria
E su cuori infranti si posa ,
La mia musa è l’evanescenza
Derisa da promesse fugge , è libera come l’aria
Scompare nei misteri dell’amore e diviene nuvola .
Poetanarratore
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